JANNE

Anche io sono stato un essere umano

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domenica, 21 settembre 2008

R.I.P.

postato da: coldturkey alle ore settembre 21, 2008 20:45 | link | commenti (1)
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martedì, 05 febbraio 2008

With her high heel against the wall
Kind of dancing, though not at all
She had stockings running up to her thighs
Snaps her fingers to keep the time

From the back of the room I saw her there
I said she wants to be alone and I shouldn't dare
But then she noticed me glance at her
I had no choice but to dance with her

The lights that move sideways and up and down
The beat takes you over and spins you round
Our hearts steady-beating, the sweat turns to cold
We're slaves to the DJ and out of control

I watched her feet move, her hips they sway
Does a hair flip then starts to say
Oh, my God, it's my favorite song
I pull her close and she sings along

We can't slow down even if we tried
If the record keeps spinning so will I
She likes disco and tastes like a tear
Tells me don't stop dancing and she's pulling me near

The lights that move sideways and up and down
The beat takes you over and spins you round
Our hearts steady-beating, the sweat turns to cold
We're slaves to the DJ and out of control

We've got nowhere to go, we've got nothing to prove
Instead of dancing alone, I should be dancing with you
This song is turning me on, the beat is doing me in
Or maybe it's only you, but either way, lets begin


SHE WANTS REVENGE - OUT OF CONTROL

postato da: coldturkey alle ore febbraio 05, 2008 17:20 | link | commenti (1)
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giovedì, 03 gennaio 2008

Un giorno avevo cose da dire,
un giorno avevo di che ardere...
un antico ardire.

Sarebbe così semplice avere una vita perfetta,
sarebbe così bello avere una vita asettica,
sarebbe ottimo essere freddi
sarebbe incredibile essere buoni
sarebbe stato carino crescere al caldo

postato da: coldturkey alle ore gennaio 03, 2008 02:52 | link | commenti (4)
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Piccoli tremori riempiono il corpo,
non sai nemmeno cos'è, forse intorno nulla si muove,
forse il mondo intorno fa finta di niente, forse a ragione, probabilmente ha ragione...
forse c'è una ragione nel dolore, forse non c'e ragione indolore o.....
forse il dolore ha una forma nel momento in cui si manifesta sulla pelle.
La pelle forse serve solo al dolore, a pelle è dolore.
Non ci sono rinunce senza la libertà e non ci sono libertà sopra gli altri.
Il freddo delle ossa, il freddo nelle ossa.....solo freddo.
Semplicemente basta rendersi conto di essere soli.
Togliersi di torno la visione di corpi caldi, togliersi di torno e basta.
Soffrire soli per dare un piano di caduta alle lacrime.
Troppo giovani per la vita e troppo vivi per le cadute,
quell' equilibrio formale, quell' equilibrio di facciata, quei dolci e fragili pensieri....
Santo cielo...il dolore cambia.....quanto cambia.

postato da: coldturkey alle ore gennaio 03, 2008 01:10 | link | commenti
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lunedì, 31 dicembre 2007

Due tasti si rincorrono,
le mie vene si riempiono e non posso descrivere,
vorrei solo poter partecipare a qualcosa di collettivo.
Scrivere qualcosa di sentito e sentire qualcosa di scritto,
l' odore della parola.....confuso in quello della carta,
non sono mai stato sicuro della differenza fra quella letta e quella vergine.
Sono però sempre stato sicuro della bontà della parola data,
della conoscenza divisa e della verità luminosa.
Sono sempre stato sicuro delle sponde della vita e la distanza fra le rive...
quella....mi è stata chiara fin dalla prima volta che ho aperto gli occhi...oddio nemmeno la ricordo.
Certo la memoria è la mia vista e la mia vita.
Questo ho sempre creduto....
questo ho sempre nascosto...
o usato per nascondere.

postato da: coldturkey alle ore dicembre 31, 2007 19:03 | link | commenti
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Le mie braccia distese,
solo una nenia,
oddio, le orecchie.
Credevo servissero solo per sentire
e invece scopro che ascoltano,
mi scopro e sento.
Ti scopro e cerco il freddo, ti vedo e sento caldo.
Non ci sono e mi sento solo,
tu ci sei e il mondo è solo,
solo è il mondo, e io......io......dove sono?

postato da: coldturkey alle ore dicembre 31, 2007 18:53 | link | commenti
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venerdì, 28 dicembre 2007

Vivendo in un paese come il nostro, i cui documenti più importanti sono sull' emancipazione, tutti tesi a garantire la libertà dell' individuo, vivendo in un sistema libero che è sostanzialmente indifferente a come ti comporti purchè il tuo comportamento sia lecito, l' infelicità che ti arriva ha molte probabilità di essere autoprodotta. Quì liberi dal totalitarismo, un uomo come te l' infelicità deve procurarsela da solo. Tu per giunta sei intelligente, comunicativo, attraente, colto: sembri fatto apposta per prosperare in un paese come questo. Qui l' unico tiranno che ci aspetta al varco è la convenzione, e anche questa non è da prendere sottogamba.

PHILIP ROTH - L' ANIMALE MORENTE

postato da: coldturkey alle ore dicembre 28, 2007 01:56 | link | commenti
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lunedì, 10 dicembre 2007


I' ve been waiting on the fault line
Living evil take me on
I' ll be standing with my dying bed
If you care to come along

Racing with the rising tide
To my fathers door

I been lying in the bright light
See my shadow from below
Never wanted from another man
Never wanted for my own

Drowning in the rising tide
At my fathers door

Through a window to the last mile
My living picture on a wall
From the banks of the far side
I see the lights come ashore

Racing from the rising tide
To my fathers door
Racing from the rising tide
To my fathers door
Racing with the rising tide
To my fathers door

Black Rebel Motorcycle Club - Fault Line

postato da: coldturkey alle ore dicembre 10, 2007 12:36 | link | commenti
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domenica, 04 novembre 2007

Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l' ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l' impressione che lo stesso destino che ha messo per terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati, a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perchè si capisce - si tocca con gli occhi - che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.

Ora che ho visto cos'è guerra, cos'è guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: - E dei caduti che facciamo? Perchè sono morti? - Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Nè mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.


C. Pavese - La casa in collina

postato da: coldturkey alle ore novembre 04, 2007 14:53 | link | commenti (12)
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martedì, 30 ottobre 2007

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.


F. Battiato - Povera Patria

postato da: coldturkey alle ore ottobre 30, 2007 01:49 | link | commenti (11)
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